Oggi, domenica 20 settembre, ci ha raggiunto la notizia della scomparsa di Renato Sala (classe 1937), socio onorario del gruppo Cantiamo Sottovoce del quale è stato tra i soci fondatori.
Siamo tristi per la sua scomparsa ma, soprattutto, siamo grati per tutto quanto ci ha insegnato e per i momenti che abbiamo avuto la fortuna di vivere con lui.
Ci stringiamo con affetto e amicizia a tutti i familiari.
La figura e il contributo di Renato Sala al gruppo Cantiamo Sottovoce è stata ricordata dalla RSI con il contributo di Franco Lurà e del nostro presidente Sem Degli Antoni. E non poteva mancare la voce di Renato con Marinaio, il suo cavallo di battaglia.
Un ricordo che potete ri-ascoltare qui.
Ringraziamo la RSI, Lara Montagna e Massimo Scampicchio per la collaborazione.
Al nostro gruppo piace ricordare Renato con alcune immagini di momenti di festa nei quali abbiamo condiviso la gioia e il piacere del canto.





Non è facile tracciare un ritratto di Renato Sala.
Riproponiamo qui quello che abbiamo scritto di lui nel libretto che accompagna il CD Marinaio a lui dedicato:
Definire Renato un’enciclopedia vivente della musica popolare è quasi riduttivo; le sa tutte, veramente tutte e sono più di 500!
Nel corso di una vita e con l’aiuto del gruppo le ha imparate, trascritte, registrate e conservate nel suo archivio di Besazio.
Per non parlare della sua voce…
La usa come fosse un giocattolo suscitando l’ammirazione di molti.
Se fai una melodia, lui ne inventa un’altra totalmente diversa che, quasi per magia, va perfettamente d’accordo con la tua.
[…]
Il canto spontaneo è un’altra grande dote di Renato che così la racconta: «se ho accanto qualcuno che canta come me, cambio subito, vado a cercare un’altra voce, non mi piace cantare come il mio vicino.
Una volta c’erano più occasioni e quindi la gente era abituata a cantare.
Si sperimentava e ognuno faceva la sua voce.
Mi ricordo che da sempre, con l’Enzo Lupi, cantavamo e cantavamo.
Ci si trovava anche al Bar Otello e si cantava.
Era il canto spontaneo e a San Martino si trovano ancora quelli che cantano così, anche giovani e questa è una bella tradizione»
Grazie, caro Renato.
Sarai sempre nei nostri cuori e ogni volta che canteremo la sigla, «Marinaio» o «La cavallina» (ma non solo), ti immagineremo da qualche parte che sorridi e canti con noi.
